Geoscienze Forensi Italia®
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Le Geoscienze Forensi
 

Pedologia Forense


La Pedologia Forense ricerca, studia ed analizza le tracce di terreno collegate ad un crimine, al fine di fornire ausilio alle attività investigative di polizia giudiziaria. Il terreno fornisce importanti informazioni per collegare un soggetto ad un luogo e per chiarire la dinamica di un crimine, perché può essere trasferito da un luogo all’altro per semplice deposizione su superfici mobili (calzature, pneumatici, tappetini di veicoli ecc.). A titolo esemplificativo, si ipotizzi il caso in cui la vittima di un omicidio sia stata trasportata altrove rispetto al luogo in cui è stata uccisa; l’analisi di campioni di terreno può fornire utili indicazioni circa il legame esistente tra la vittima, il mezzo con il quale è stata trasportata, il luogo e un sospettato. E’ opportuno precisare che il terreno è un sistema complesso costituito, a livello microscopico, da numerose componenti che si sono formate e sviluppate nel corso del suo lungo processo di formazione. Tale processo è condizionato da molte variabili quali la topografia, il clima, la natura della roccia madre, la tettonica, i processi erosivi, gli ambienti deposizionali e l’attività antropica. In ragione di questa complessità si osservano notevoli differenze tra un campione e l’altro, al punto da registrare variazioni considerevoli, delle componenti e delle loro proporzioni, in zone di limitate estensioni, in cui il terreno viene definito omogeneo. Per tali evidenze, l’impiego delle analisi pedologiche è eccellente come supporto alle indagini giudiziarie.

Geoarcheologia Forense


La geoarcheologia è la disciplina per mezzo della quale vengono svolte ricerche archeologiche utilizzando metodi e concetti della geologia. Generalmente, la geo-archeologia e l’archeologia hanno applicazione in campo forense quando vi è la necessità di ricercare e localizzare sepolture clandestine e di recuperarne i resti. La sequenza di operazioni che portano alla localizzazione ed al recupero di resti sepolti è suddivisibile in tre fasi principali. Una ricognizione preliminare del presunto luogo di seppellimento, volta alla localizzazione del punto esatto in cui compiere l’indagine, la fase di scavo vero e proprio e la documentazione ed il recupero dei resti man mano che questi vengono scavati.

La ricognizione e la localizzazione, attività della geoarcheologia, prevedono l’interpretazione del territorio al fine di ricercare un presumibile sito di seppellimento e vengono svolte mediante l’utilizzo di diversi strumenti, sia a grande che a piccola scala. Per esempio, le fotografie aeree possono facilmente fornire importanti informazioni circa l’area da indagare (anomale variazioni nella copertura vegetale su ampie aree o cambiamenti nella morfologia del suolo) e il loro utilizzo nelle fasi preliminari di una ricognizione può rivelarsi efficace, consentendo un notevole risparmio di tempo ed energie. A scala locale, vengono applicate le tecniche geofisiche che permettono una più precisa localizzazione del target sepolto.

I compiti del geoarcheologo consistono nell’eseguire uno scavo, documentando accuratamente ogni passaggio, e nel recuperare in modo ottimale gli oggetti rinvenuti, siano essi resti umani o materiali di altra natura. In un contesto forense, può rivelarsi importante sapere come rimuovere in modo corretto eventuali resti umani, anche se, sovente, nei siti di scavo è molto facile rinvenire semplicemente ossa sparse o denti che sono stati prelevati e spostati da animali necrofagi predatori. Il recupero dei resti con tecniche di geoarcheologia forense (che uniscono quelle tipiche dello scavo archeologico con le esigenze di indagine scientifica e giudiziaria) possono fornire informazioni circa le modalità di deposizione-occultamento del cadavere e permettere il ritrovamento di indizi utili alle forze investigative.

Lo scavo geoarcheologico è un’operazione distruttiva, quindi, la necessità di documentare in modo completo ogni singolo avanzamento ha sempre rappresentato un fattore di importanza estrema. Nel corso degli anni sono state, quindi, elaborate e perfezionate metodologie sempre più accurate aventi come principale scopo quello di massimizzare il numero delle informazioni ottenibili dal sito d’indagine. Tale approccio risulta essere particolarmente indicato ed utile nel contesto forense, dove il sito di rinvenimento costituisce la scena di un crimine e le informazioni in esso custodite possono rivelarsi di fondamentale importanza per la ricostruzione degli eventi ed il buon esito delle indagini. Una buona documentazione di scavo può essere redatta da operatori di polizia giudiziaria opportunamente preparati; tuttavia, l’analisi dello scavo e dei resti, l’interpretazione dei dati ed coordinamento delle successive operazioni di recupero rimangono prerogativa esclusiva degli specialisti in geoarcheologia ed antropologia.